Dare voce a chi voce non ha: l’arte urbana per le strade di Gorizia

22 Giugno 2026|

Murales a Gorizia, nell'ambito del progetto "Dare voce a chi voce non ha"

Martedì 23 giugno alle ore 18, in via Baiamonti 18 a Gorizia, saranno presentati alla cittadinanza i murales realizzati nell’ambito del progetto Dare voce a chi voce non ha, promosso dalla Cooperativa Sociale La Cisile all’interno della rete del Consorzio Il Mosaico.

Grazie alla collaborazione con AcegasApsAmga, alcune cabine elettriche della città si sono trasformate in tele urbane, entrando a far parte di un percorso che mette in dialogo spazio pubblico, creatività e partecipazione.
Le opere nascono dal laboratorio Dare colore alla libertà, sviluppato in occasione del centenario della nascita di Franco Basaglia, e prendono forma attorno ai temi della libertà, della cura e dell’inclusione. Guidati dagli artisti Michele Nardon e Mattia Campo Dall’Orto, i partecipanti hanno contribuito a costruire un immaginario condiviso che oggi trova posto nel paesaggio urbano della città.

L’incontro del 23 giugno sarà l’occasione per scoprire il percorso che ha portato alla realizzazione dei murales e conoscere le persone e le realtà del territorio che hanno trasformato un luogo di passaggio in un segno visibile di comunità.
Creaa accompagna il Consorzio Il Mosaico nelle attività di comunicazione, contribuendo a raccontarne le iniziative e il loro impatto sul territorio.

Il progetto Dare voce a chi voce non ha è promosso dal Consorzio Il Mosaico insieme alla cooperativa La Cisile, con il sostegno del Fondo Beneficenza Intesa Sanpaolo e del Comune di Gorizia, la collaborazione di ASUGI e il coinvolgimento del Centro di Salute Mentale di Gorizia, insieme ad Arcigong, AcegasApsAmga e agli artisti Michele Nardon e Mattia Campo Dall’Orto.

Murales a Gorizia, nell'ambito del progetto "Dare voce a chi voce non ha"

CSR e retention: perché le aziende italiane non possono più ignorare l’impatto che generano

17 Maggio 2026|

Oggi le aziende non vengono più valutate esclusivamente per i risultati economici che producono, ma anche per la qualità dell’impatto che generano sulle persone, sul territorio e sulla comunità.

In questo scenario, la CSR – Corporate Social Responsibility – non rappresenta soltanto un’attività reputazionale o un obbligo di compliance, ma una leva strategica capace di incidere concretamente sull’attrattività dell’azienda, sulla retention dei talenti e sul posizionamento del brand.

Per questa ragione, sapere quale impatto genera la propria impresa (e saperlo raccontare con dati reali) è oggi una competenza strategica. Creaa accompagna le imprese in questo percorso con un approccio orientato alla Responsabilità Sociale d’Impresa consolidato nel tempo, rafforzato di recente da una qualificazione specialistica in valutazione d’impatto.

Qualche dato

Secondo l’European Workforce Study 2025 di Great Place to Work, il 40% dei lavoratori italiani dichiara di voler cambiare azienda entro l’anno: il dato più alto registrato in Europa, contro una media UE del 31%. Lo studio, realizzato su quasi 25.000 collaboratori provenienti da 19 Paesi europei, evidenzia come il tema della fidelizzazione dei dipendenti sia oggi una delle principali sfide strategiche per le imprese.

Il fenomeno riguarda soprattutto le nuove generazioni: la Gen Z registra il più alto tasso di mobilità lavorativa (40%), seguita dalla fascia 25-34 anni (36%). A influenzare la scelta di restare o lasciare un’azienda non sono soltanto gli aspetti economici, ma anche la qualità della leadership, il coinvolgimento interno, la coerenza valoriale e la capacità dell’organizzazione di generare senso di appartenenza.

Per le aziende questa fuga si traduce in problematiche molto concrete: dalla perdita di competenze strategiche all’aumento del turnover; dalla difficoltà nell’attrarre profili qualificati all’incremento dei costi di selezione e on-boarding; non ultimo, il complessivo indebolimento della cultura organizzativa.

Secondo Gartner, l’87% dei responsabili HR considera oggi la retention una priorità strategica per il 2025. Inoltre, Great Place to Work Italia stima che un’azienda con 100 dipendenti e un turnover del 10% possa sostenere fino a 200.000 euro annui di costi indiretti legati alla sostituzione del personale.

Come si posiziona Creaa in questo contesto

Da anni Creaa supporta le aziende e le organizzazioni che vogliono rafforzare il coinvolgimento interno, trattenere i talenti migliori e costruire un’identità aziendale più solida e credibile, attraverso azioni di Art-thinking e strategie di comunicazione capaci di ascoltare prima ancora che parlare.

A questo approccio si aggiunge ora una competenza più strutturata: un nuovo percorso dedicato alla valutazione d’impatto e alla progettazione di azioni CSR ad alto valore sociale e culturale.

Il percorso nasce da un investimento concreto in competenze specialistiche: Elena Tammaro, co-fondatrice di Creaa, ha recentemente completato il percorso formativo “Valutazione d’impatto: approcci e strumenti per il mondo culturale” promosso da Fondazione Fitzcarraldo, realtà di riferimento nazionale nell’ambito dell’innovazione culturale e della valutazione d’impatto.

Per Creaa, la valutazione d’impatto non è uno strumento di rendicontazione “a posteriori”, ma un approccio progettuale che permette di:

  • comprendere i bisogni reali delle persone;
  • misurare il valore generato dalle attività;
  • trasformare la Corporate Social Responsibility in una leva di engagement autentico;
  • costruire progettualità coerenti con i valori aziendali;
  • rendere visibili risultati concreti e misurabili.

L’obiettivo è attivare esperienze capaci di incidere realmente sulla qualità della relazione tra azienda e persone. Attraverso azioni culturali, sociali e territoriali ad alto impatto, Creaa accompagna le imprese nella costruzione di percorsi che agiscono contemporaneamente su più interno ed esterno.

Misurare l’impatto non significa produrre un report. Significa capire se quello che un’azienda fa per le proprie persone sta davvero funzionando e avere gli strumenti per correggerlo o migliorarlo nel tempo. Se stai lavorando su questi temi, o stai cercando un modo per farlo in modo più strutturato, possiamo parlarne.

ADACI Excellence Award: un premio aperto alla comunità del procurement

10 Maggio 2026|

Creaa collabora da tempo con ADACI, condividendo l’attenzione per l’innovazione, la qualità dei processi e la valorizzazione delle buone pratiche nella gestione della supply chain.

Per questo vogliamo segnalarvi un’opportunità concreta: l’Excellence Award.

L’Excellence Award di ADACI è uno di quei riconoscimenti che, nel mondo degli acquisti e della supply chain, hanno un peso reale. Non solo per chi lo riceve, ma per tutto il sistema di relazioni che ruota attorno all’azienda: fornitori, partner, stakeholder. Perché riconoscere il valore di una filiera significa riconoscere il valore di un intero ecosistema.

Il premio non valuta solo i risultati economici, ma soprattutto la visione, l’organizzazione e la capacità di generare valore lungo tutta la catena. È un’occasione per mettere a fuoco ciò che funziona davvero nella propria azienda e raccontarlo in modo strutturato, credibile e distintivo.

Ed è proprio qui che spesso si gioca la partita. Molte realtà hanno contenuti solidi, progetti interessanti e risultati rilevanti, ma faticano a tradurli in una candidatura efficace. Non per mancanza di valore, ma per mancanza di tempo, metodo o supporto nella costruzione del racconto.

Grazie alla nostra collaborazione con ADACI, conosciamo bene sia lo spirito del premio sia le modalità di candidatura, spesso più articolate di quanto sembrino a una prima lettura. Come Creaa, possiamo affiancarti professionalmente in tutto il percorso: dall’analisi del bando all’individuazione dei punti di forza più coerenti con i criteri di valutazione, fino alla stesura della candidatura. Lavoriamo insieme per trasformare le vostre esperienze in un progetto chiaro, solido e competitivo.

E in caso di selezione o premiazione? Un riconoscimento nazionale può diventare un’ottima occasione di promozione: ufficio stampa, canali digitali, interviste, contenuti corporate, networking con le riviste di settore e attività di valorizzazione che possono amplificarne la visibilità.

Sei un socio ADACI o hai intenzione di associarti? Hai un progetto che merita di essere raccontato? Contattaci per una consulenza sulla candidatura →

Scopri di più sul premio sul sito di ADACI.

Naming e identità visiva: qualche consiglio per evitare rimpianti

20 Marzo 2026|

Persona che esegue della progettazione grafica su PC

Hai mai scelto un nome e un logo e ti sei accorto troppo tardi che quel nome suonava già sentito o peggio, che esisteva già?

Non è una situazione rara ed è molto più costosa di quanto sembri, non solo in termini di tempo e soldi, ma anche sul piano legale.

Nome e logo non sono solo una questione di gusto: sono il vestito che la tua idea indosserà a lungo, forse a lunghissimo; sono ciò che ti rende riconoscibile (o dimenticabile!);

In certi casi, il nome o il logo che immagini tuo possono già essere stati rivendicati ufficialmente, registrandoli come marchio, prima che tu ci arrivassi.

Identità e legge: due facce della stessa medaglia

Quando parliamo di naming e identità visiva, parliamo di due cose insieme: comunicazione e diritto. E spesso chi si occupa della prima dimentica il secondo, fino a quando non è troppo tardi.

Sul piano comunicativo, un nome efficace prende posizione. Dice chi sei, dove ti collochi, cosa ti distingue. Un logo coerente fa lo stesso lavoro per via visiva. Quando funzionano insieme, costruiscono riconoscibilità; quando sono generici, deboli o troppo simili ad altri, confondono, e la confusione, nel branding, non è mai neutra.

E se volessi registrare un marchio? Partiamo da una definizione! Secondo l’UIBM, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, un marchio è un segno distintivo che consente di identificare prodotti o servizi e di distinguerli da quelli di altre imprese. Può essere denominativo (il nome), figurativo (il logo), o misto quando le due dimensioni convivono.

Registrare un marchio significa depositarlo ufficialmente presso un ufficio competente (come l’UIBM in Italia) ottenendo il diritto esclusivo di usarlo in un determinato settore e territorio. Lo si fa soprattutto quando si vuole tutelare un’identità in cui si è investito, impedire ad altri di usare nomi o loghi simili, o quando il progetto è destinato a crescere e la protezione legale diventa una risorsa strategica.

In questo caso, sul piano legale la questione assume ancora maggiore concretezza: se scegli un nome o un logo già registrato da qualcun altro nello stesso settore, rischi di ricevere una diffida, di essere costretto a cambiare il nome o il logo del tuo progetto, e in alcuni casi di versare dei risarcimenti.

Registrare un marchio, va detto, non è un obbligo. Ma evitare di sovrapporsi a qualcosa che esiste già è una buona pratica, indipendentemente da quello che si decide di fare sul piano legale.

Una ricerca online basta?

È un primo passo, ma raramente è sufficiente, e fare una ricerca frettolosa per poi dichiararsi “a posto” è forse la trappola più comune in cui si cade.

Un nome può non emergere subito e comunque esistere: magari è usato in un altro contesto, in un’altra lingua, o vive solo sui social senza essere mai stato registrato formalmente: anche in quest’ultimo caso, la sovrapposizione può creare confusione e problemi reputazionali.

Vale la pena allargare lo sguardo, provare varianti del nome con e senza spazi, cercare traduzioni e assonanze in inglese o in altre lingue rilevanti per il tuo mercato, verificare la presenza sulle principali piattaforme. Anche il logo merita una verifica con la ricerca per immagini, per capire se richiama qualcosa di già esistente.

E non dimenticare il significato: un nome perfetto in italiano può risultare ambiguo, ridicolo o decisamente negativo in un’altra lingua. Non è un problema legale, ma può diventare un problema reputazionale serio, soprattutto se il progetto guarda oltre i confini nazionali.

Se vuoi registrare il marchio, il livello cambia

Quando entra in gioco la registrazione formale, non si tratta più solo di capire se un nome “esiste”, ma se è già tutelato o troppo simile a qualcosa di registrato nello stesso settore.

Qui non bastano le corrispondenze esatte: anche le somiglianze contano. Un nome che suona simile, un logo che richiama quello di un competitor, possono essere sufficienti per un conflitto, ed è esattamente questa sfumatura che una ricerca fai-da-te difficilmente riesce a cogliere.

Un primo controllo si può fare su TMview, il database pubblico dei marchi registrati più completo oggi disponibile, con oltre 130 milioni di marchi dell’Unione Europea e oltre, aggiornato quotidianamente. È uno strumento utile per un primo screening, ma affiancarsi a un consulente in proprietà intellettuale può fare una differenza enorme, non per complicare il processo, ma per non doverlo rifare da capo.

Stesso discorso per il dominio web: verificarne la disponibilità è il minimo, ma vale anche la pena osservare cosa esiste attorno, perché domini simili, magari attivi, potrebbero portare i tuoi utenti da qualche altra parte senza che tu te ne accorga. Un nome non vive da solo: vive dentro un ecosistema.

Gli errori che si ripetono sempre

Lavorando su questi temi da oltre dieci anni, in Creaa riconosciamo dinamiche ricorrenti del tutto umane: è facile capire come ci si possa affezionare a un’idea e come poi, lasciarla andare possa sembrare un dramma.

Per non parlare della fretta, che incide notevolmente sulla qualità del processo di scelta, o della ricerca di una soluzione “sicura”, come quella di un nome generico in stile “così si capisce subito cosa facciamo”.

Il risultato? Si arriva al lancio con un nome che qualcun altro usa già, o con un logo che, come ti fa notare un amico qualche settimana dopo, somiglia troppo a quello di un brand noto.

A quel punto cambiare è complicato: significa rimettere mano a ogni punto di contatto, dal sito ai profili social, dai materiali stampati alle campagne già attive, interrompere un processo di riconoscimento appena iniziato e, spesso, ripartire. È proprio il passaggio che si può evitare, se ci si ferma giusto giusto un momento prima.

Come lavora Creaa

Creaa affianca organizzazioni e imprese nella costruzione della propria identità da oltre dieci anni. Il naming e l’identità visiva sono una parte centrale di questo lavoro, e nel tempo abbiamo imparato che non esiste una formula magica, ma esiste un metodo.

Si parte sempre dalla strategia: chi sei, a chi ti rivolgi, cosa ti distingue davvero. Solo dopo si arriva al nome e al logo, che non sono un punto di partenza ma una sintesi. Nel mezzo ci sono ricerca, verifica, confronto e tanta attenzione a ciò che esiste già.

Non offriamo consulenza legale, ma sappiamo quando è il momento di coinvolgere chi la fa, e soprattutto sappiamo fare le domande giuste prima, quelle che fanno risparmiare tempo, soldi e qualche notte insonne.

Ti aiutiamo a trovare un nome davvero efficace: quello che piace oggi, domani e oltre!

Voglia di escursioni primaverili? Passeggia giocando tra Paluzza e Sutrio

17 Marzo 2026|

Con la bella stagione torna la voglia di stare all’aria aperta in famiglia. Se state cercando un’esperienza adatta ad adulti e bambini, che unisca natura, storia e gioco, nella Valle del But potrete trovare ciò che fa al caso vostro.

Creaa ha collaborato con i comuni di Paluzza e di Sutrio per arricchire 6 anelli escursionistici esistenti con percorsi animati da storie e personaggi ispirati all’immaginario carnico, qui, speciali accompagnatori alla scoperta delle curiosità locali fuori e dentro il bosco.

A rendere l’esperienza immersiva e divertente ci pensa il kit gioco progettato da Creaa, che contiene le schede narrative e un set di carte personaggio. Il tutto accompagnato da una mappa illustrativa con informazioni sui punti di interesse di ciascun percorso e tutte le informazioni per iniziare a giocare.

Completano l’esperienza i contenuti di approfondimento su tappe e percorsi accessibili da web app su  app.bosconelborgo.it e curati da Creaa: curiosità storiche, descrizioni dei luoghi, elementi interattivi e aggiornamenti su eventi e manifestazioni locali.

Mappa Anello Ramazas Cleulis - Il percorso delle ombre sul Moscardo

Anello Ramazas Cleulis
Il percorso delle ombre sul Moscardo

Attraverso la memoria di passaggi millenari e alla Torre Moscarda scopri il valore dell’onestà giocando insieme allo spirito con la clava: Silverio.

Mappa Anello Fondovalle Paluzza - La strada delle machine idrauliche

Anello Fondovalle Paluzza
La strada delle machine idrauliche

Immergiti nell’intreccio del lavoro del legno e del ferro con memorie belliche, attraverso fucine e segherie. Un’immersione unica di natura, comunità e storia da condividere. Scopri insieme all’Agane, la creatura magica dei torrenti e grotte, i segreti della natura.

Mappa Anello Zardin dai Siors - Il percorso del buio che non c’è più

Anello Zardin dai Siors
Il percorso del buio che non c’è più

Passeggia attraverso spazi panoramici alla scoperta di un’oasi tra gli alberi. Percorri i sentieri con Salvan, lo spirito del bosco che guida con coraggio e fa svanire la paura del buio.

Mappa Anello Fondovalle Sutrio 1 - Il percorso dello sbilf in fattoria

Anello Fondovalle Sutrio 1
Il percorso dello Sbilf in fattoria

Cammina lungo il fondovalle di Sutrio, tra orti, allevamenti e ruscelli per scoprire le aziende agricole dove nascono formaggi, torte e prodotti genuini. Poi fermati a scoprire la storia di Noiaris, tra prati e boschi profumati, insieme a Pavâr, il folletto curioso.

Mappa Anello Fondovalle Sutrio 2 - Il percorso della cappella del conforto

Anello Fondovalle Sutrio 2
Il percorso della cappella del conforto

Gioca con San Nicolò, il vecchio saggio e premuroso lungo il cammino del fondovalle di Sutrio, dove troverai dei suggestivi presepi e la Cjase dal Len che ti mostrerà memorie, leggende e tradizioni del posto.

Mappa Anello Maina di Girauf - Il percorso delle sorelle in volo

Anello Maina di Girauf
Il percorso delle sorelle in volo

Curiosa anche tu tra le radure delle maine, i margini dei pascoli e i boschi di abeti per scoprire i racconti di forza e rinascita dopo Vaia. Lasciati guidare dalla Strie, la donna sapiente che custodisce i misteri della luna.

Ti abbiamo incuriosito? Passa all’Ufficio Turistico di Paluzza o alla Pro Loco Sutrio e ritira il tuo kit.

Queste attività fanno parte del progetto “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco”, finanziato dall’Unione Europea (NextGeneration EU). L’obiettivo di questo intervento è di ampliare e dare visibilità all’offerta turistica locale rispondendo alla mancanza di una proposta cucita sulle famiglie con bambini dai 3 anni in su, attraverso una nuova modalità di scoperta e di fruizione dei due borghi, favorendo un turismo di prossimità attento, partecipativo e sostenibile.

Per tutte le informazioni sulle passeggiate: visita il sito del Comune di Paluzza

Vuoi approfondire il progetto? Leggi la scheda sul sito di Creaa

L’arte come lente sulla crisi climatica: al via MIND THE GAP 9 a Udine

24 Febbraio 2026|

Creaa al fianco dell’arte contemporanea: anche quest’anno curiamo la strategia di comunicazione per Mind The Gap, il progetto che esplora le intersezioni tra territori, dati e linguaggi visivi.

L’appuntamento per l’inaugurazione è fissato per giovedì 26 febbraio alle 18:30 nella cornice di Casa Cavazzini (Udine), con l’apertura della mostra “Dall’evidenza all’immaginazione”.

Una mostra oltre la neutralità del dato

Cosa succede quando la crisi climatica smette di essere solo un numero o una statistica? La nona edizione di Mind The Gap, curata da Lorenzo Lazzari, risponde a questa domanda trasformando alluvioni, siccità e trasformazioni territoriali in potenti dispositivi visivi.

Attraverso le opere di artisti internazionali, il percorso espositivo analizza temi complessi come il tempo geologico, le migrazioni ambientali e la cura del paesaggio.

L’invito è chiaro: smettere di essere spettatori neutrali. La mostra rifiuta l’indifferenza e spinge il visitatore ad attivare pratiche immaginative per visualizzare alternative concrete per il futuro.

Gli artisti in esposizione

La selezione curatoriale porta a Udine sguardi internazionali e collettivi di ricerca: Carloni-Franceschetti; Pol Esteve Castelló e Gerard Ortín Castellví; Noémie Goudal; Sonia Levy; Collettivo Robida; Dettagli e Aperture.

  • Inaugurazione: 26 febbraio, ore 18.30 (Ingresso libero)
  • Periodo: Dal 27 febbraio al 24 maggio 2026
  • Sede: Casa Cavazzini, Udine
  • Partner: Un progetto di altreforme, prodotto con il Comune di Udine / Civici Musei e il sostegno di Regione FVG, Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, Legacoop FVG e Banca di Udine.

Progetto DATIS: progettare l’inclusione a partire dall’esperienza

16 Gennaio 2026|

Alcuni soci del Consorzio Il Mosaico hanno partecipato a un’azione pilota del progetto DATIS presso il Museo del Monte S. Michele dedicato alla Prima Guerra Mondiale

Cosa succede quando un museo diventa uno spazio di ascolto? Succede che si impara.
È quello che è accaduto al Museo del Monte San Michele di Sagrado grazie a DATIS – Digital Frontiers for Inclusive Tourism, progetto europeo finanziato dal programma Interreg Italia-Slovenia 2021-2027, che punta a migliorare l’accessibilità nei luoghi della cultura attraverso strumenti digitali e metodologie partecipative.

Durante le due giornate pilota – curate dal Consorzio Il Mosaico in collaborazione con l’Università di Trieste DiSPeS e con il partner sloveno Beletrina – il museo ha accolto persone con fragilità fisica e cognitiva, coinvolgendole non solo come fruitori ma come co-progettisti. Le loro osservazioni guideranno le prossime fasi del progetto, contribuendo alla definizione di linee guida e strumenti condivisi.
L’obiettivo? Costruire percorsi museali che non siano adattati, ma pensati per essere inclusivi fin dall’inizio.

DATIS non si limita infatti a proporre soluzioni digitali, ma punta a costruire un nuovo modello di turismo culturale transfrontaliero, capace di essere inclusivo, accessibile e replicabile.
In questo percorso Creaa affianca Il Mosaico – Consorzio di cooperative sociali, partner progettuale, nella strategia e nella comunicazione delle attività, con l’obiettivo di dare forma e voce a un tema tanto attuale quanto necessario.

Il progetto coinvolge enti e istituzioni dei due lati del confine, tra cui l’Unione slovena dei ciechi e degli ipovedenti, PromoTurismoFVG e partner associati come il Comune di Sagrado e il Comune di Občina Ajdovščina.

Per saperne di più e rimanere aggiornato sui futuri sviluppi del progetto → ita-slo.eu/it/datis

Tredici aziende del territorio nel Calendario 2026 della Regione Friuli-Venezia Giulia

19 Dicembre 2025|

Copertina del Calendario 2026 da scrivania della Regione Friuli-Venezia Giulia - Sviluppo Rurale FVG

Il calendario 2026 promosso dal Servizio Sviluppo Rurale della Regione Friuli-Venezia Giulia racconta il territorio attraverso le storie di chi lo vive e lo trasforma ogni giorno. Dodici mesi più uno, per valorizzare il lavoro dei beneficiari degli incentivi cofinanziati dai fondi europei FEASR. Ogni pagina è dedicata a un progetto diverso, scelto per rappresentare la varietà di imprese e strategie che danno significato alla montagna friulana.

Creaa ha curato il progetto grafico e il coordinamento della stampa, dando forma a un prodotto coerente, accessibile e visivamente d’impatto. Il calendario è stato stampato in due formati – da parete e da tavolo – mantenendo lo stesso impianto visivo.
Quando hai tra le mani una selezione di scatti così bella – firmata da Stefano Bergomas – la cosa più saggia da fare è lasciarla parlare. Abbiamo costruito ogni mese una composizione di immagini con una doppia inquadratura: una foto ambientale e un dettaglio, per entrare nella storia con uno zoom visivo quasi cinematografico.

Intorno a queste immagini, il progetto grafico ha preso forma in modo naturale: gabbia ordinata, colori ispirati alla stagionalità della natura, accostamenti cromatici sorprendenti, icone discrete ma azzeccate.

Anche la carta fa la sua parte. Insieme al fornitore dei servizi tipografici abbiamo scelto la Munken Kristall: 240g per le pagine interne e 300g per la copertina. Una carta durevole, piacevolmente naturale e certificata FSC-C202171, per una stampa di qualità e attenta alla sostenibilità.

Questo calendario è la restituzione dei risultati del progetto Leader Development led by local communities. Un progetto a cura di Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Servizio Sviluppo rurale FVG, cofinanziato dall’Unione Europea.

Storie di montagna, storie di futuro

Dentro ogni pagina del calendario ci sono persone, scelte e territori che meritano attenzione.
La mappatura di queste storie è stata raccontata visivamente dal fotografo Stefano Bergomas di Massmedia, mentre i testi che l’accompagnano sono stati curati dal Press Office Studio Novajra.
Fra le 13 storie raccolte, ve ne anticipiamo un paio:
Tamai e Colombo sono due ventenni che, contro ogni aspettativa, hanno scelto la montagna come luogo per costruire il proprio futuro. A Clauzetto, sul balcone del Friuli, Giacomo e Simone hanno riscoperto la pastorizia e la vita in malga come scelta consapevole.
Le Donne della Benecija, rete di agricoltrici, artigiane e imprenditrici, nel cuore delle Valli del Natisone, custodiscono tradizioni e saperi femminili trasformandoli in impresa e accoglienza. Un esempio concreto di empowerment locale, dove la montagna è risorsa viva e collettiva.

Vi lasciamo scoprire le altre storie:

  • Consorzio Boschi Carnici, Tolmezzo, Udine (GAL Euroleader);
  • Azienda agricola Zalpa di Edoardo Braida, Travesio, Pordenone (GAL Montagna Leader);
  • Parco Naturale Prealpi Giulie, Pian dei Ciclamini, Lusevera, Udine (GAL Torre Natisone);
  • Azienda agricola biologica Di Cret, Forni di Sotto, Udine (GAL Euroleader);
  • Wildvalley, San Pietro al Natisone, Udine (GAL Torre Natisone);
  • Comune Malborghetto Valbruna, Ugovizza, Udine (GAL Open Leader);
  • Cooperativa Insieme, Sequals, Udine (GAL Montagna Leader);
  • Tamai e Colombo, Clauzetto, Pordenone (GAL Montagna Leader);
  • Azienda agricola Benjamin Zidarich, Aurisina, Trieste (GAL Carso);
  • Azienda agricola Manlio Patat, Campolessi di Gemona del Friuli, Udine (GAL Open Leader);
  • Le donne della Benecjia, Valli del Natisone, Udine (GAL Torre Natisone);
  • Zigon Società Agricola, Sgonico, Trieste (GAL Carso);
  • Visit Zoncolan, Ravascletto, Udine (GAL Euroleader);

Con Xofis al Salone dei Pagamenti 2025: un’identità che prende forma insieme a Creaa

11 Dicembre 2025|

Dal 29 al 31 ottobre 2025 Xofis ha partecipato al Salone dei Pagamenti, l’appuntamento dedicato all’innovazione del settore. Anche quest’anno abbiamo avuto il piacere di affiancare Xofis nella preparazione della sua presenza in fiera, continuando una collaborazione fatta di fiducia e di lavoro condiviso. Tra i volti noti, anche la mascotte di Xofis, disegnata da Creaa nel 2024, sempre pronta a farsi notare sempre pronta a farsi notare che si trovi riprodotta come gadget, fra le pagine del leaflet o animata nel video di presentazione.

Xofis offre una piattaforma SaaS avanzata e completamente hardware-agnostic, capace di integrarsi in modo naturale nelle infrastrutture di banche, catene retail e gestori di terminali. Il suo impatto IT minimo, la scalabilità e la facilità di implementazione restano punti centrali dell’offerta, oggi accompagnati da una crescente attenzione alla qualità del dato come strumento di diagnosi, analisi e supporto alle decisioni. In questo percorso evolutivo Creaa ha contribuito anche alla definizione del nuovo slogan dell’azienda, che ha guidato la narrazione della presenza fieristica 2025: dati che parlano, soluzioni che trasformano.

Per l’edizione di quest’anno Creaa ha aggiornato i materiali di comunicazione mantenendo coerenza con l’identità definita nel 2024, ma introducendo una cromia più leggera e snella, in linea con la semplicità e l’efficacia dei servizi Xofis.

Per l’edizione 2025 abbiamo lavorato perché la presenza di Xofis al Salone fosse non solo riconoscibile, ma coerente con la direzione che l’azienda sta prendendo. L’intervento di Creaa ha quindi riguardato l’intero ecosistema di contatto con il pubblico: dalla brochure, ripensata da zero nei contenuti e nella veste grafica, ai pannelli e alle dello stand, progettati per tradurre nello spazio fieristico i messaggi chiave del brand. In parallelo, abbiamo aggiornato strumenti e testi destinati alla relazione commerciale e istituzionale (biglietti da visita, sito web), mantenendo continuità con l’identità costruita negli anni e rendendola più allineata alle priorità attuali. Anche la presentazione video è stata ricalibrata in questa ottica: più chiara, più essenziale, più funzionale a raccontare l’evoluzione di Xofis e la centralità crescente del dato nel suo posizionamento. A completare il quadro, i contenuti LinkedIn pensati per estendere prima, durante e dopo la fiera la narrazione avviata nello stand, trasformando l’evento in un momento di comunicazione integrata. Infine, la regia progettuale dello spazio, dal coordinamento con i fornitori fieristici alla produzione dei materiali e dei cadeau, ha garantito che ogni elemento, visivo e operativo, convergesse verso un’unica esperienza: solida, leggibile e all’altezza dell’immagine che Xofis vuole portare nel mercato.

Lo stand è stato valorizzato dall’esposizione dei gadget originali costruiti dal team di Xofis e dai dispositivi e dai terminali di pagamento che l’azienda ha portato in fiera per permettere ai visitatori di testare direttamente la piattaforma. L’insieme ha reso l’esperienza più viva e concreta.

Siamo felici di accompagnare le nostre aziende clienti non solo nella definizione della loro identità, ma anche nella costruzione di una presenza fieristica efficace, curata e pienamente allineata ai loro obiettivi di comunicazione.

Creaa al fianco di OGS per l’evento su cambiamenti climatici e rischi costieri

5 Novembre 2025|

Veduta laterale della sala conferenze dell’evento “Cambiamenti climatici e rischi costieri” a Lignano, con partecipanti seduti e relatori pronti a iniziare.

Il 20 e 21 ottobre 2025, Lignano Sabbiadoro ha ospitato l’evento “Cambiamenti climatici e rischi costieri: un approccio multi-rischio in ambiente urbano”, promosso dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) in collaborazione con Fondazione Return, a conclusione di un percorso di ricerca strutturato e finanziato da fondi PNRR.

Creaa ha affiancato OGS fin dalle prime fasi di progettazione e gestione dell’evento, curando la segreteria organizzativa, l’ospitalità di relatori e partecipanti, e la produzione dei materiali di comunicazione. Un supporto operativo e strategico che ha contribuito alla riuscita complessiva dell’iniziativa, garantendo coordinamento, efficacia e fluidità.

Le due giornate di studio hanno visto coinvolti attori istituzionali quali la Protezione Civile e iscritti agli ordini professionali di Ingegneri ed Architetti, con l’obiettivo di promuovere strategie multi-rischio per le aree urbane costiere, tramite la condivisione di strumenti e approcci innovativi, capaci di rafforzare l’adattabilità ai cambiamenti climatici.

L’innovazione metodologica di questo progetto consiste nell’introduzione di workshop facilitati da formatori di ambito sociologico che simulano uno stress test includendo nella simulazione tutti quegli attori “non residenti” (ad esempio i turisti) che potrebbero risultare esclusi dai protocolli tradizionali.

L’incontro rientra nel progetto RETURN, finanziato dal PNRR con fondi NextGenerationEU è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II e l’Università di Genova, rappresentando un importante momento di confronto tra mondo scientifico, istituzioni e comunità locali.

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