CSR e retention: perché le aziende italiane non possono più ignorare l’impatto che generano

17 Maggio 2026|

Oggi le aziende non vengono più valutate esclusivamente per i risultati economici che producono, ma anche per la qualità dell’impatto che generano sulle persone, sul territorio e sulla comunità.

In questo scenario, la CSR – Corporate Social Responsibility – non rappresenta soltanto un’attività reputazionale o un obbligo di compliance, ma una leva strategica capace di incidere concretamente sull’attrattività dell’azienda, sulla retention dei talenti e sul posizionamento del brand.

Per questa ragione, sapere quale impatto genera la propria impresa (e saperlo raccontare con dati reali) è oggi una competenza strategica. Creaa accompagna le imprese in questo percorso con un approccio orientato alla Responsabilità Sociale d’Impresa consolidato nel tempo, rafforzato di recente da una qualificazione specialistica in valutazione d’impatto.

Qualche dato

Secondo l’European Workforce Study 2025 di Great Place to Work, il 40% dei lavoratori italiani dichiara di voler cambiare azienda entro l’anno: il dato più alto registrato in Europa, contro una media UE del 31%. Lo studio, realizzato su quasi 25.000 collaboratori provenienti da 19 Paesi europei, evidenzia come il tema della fidelizzazione dei dipendenti sia oggi una delle principali sfide strategiche per le imprese.

Il fenomeno riguarda soprattutto le nuove generazioni: la Gen Z registra il più alto tasso di mobilità lavorativa (40%), seguita dalla fascia 25-34 anni (36%). A influenzare la scelta di restare o lasciare un’azienda non sono soltanto gli aspetti economici, ma anche la qualità della leadership, il coinvolgimento interno, la coerenza valoriale e la capacità dell’organizzazione di generare senso di appartenenza.

Per le aziende questa fuga si traduce in problematiche molto concrete: dalla perdita di competenze strategiche all’aumento del turnover; dalla difficoltà nell’attrarre profili qualificati all’incremento dei costi di selezione e on-boarding; non ultimo, il complessivo indebolimento della cultura organizzativa.

Secondo Gartner, l’87% dei responsabili HR considera oggi la retention una priorità strategica per il 2025. Inoltre, Great Place to Work Italia stima che un’azienda con 100 dipendenti e un turnover del 10% possa sostenere fino a 200.000 euro annui di costi indiretti legati alla sostituzione del personale.

Come si posiziona Creaa in questo contesto

Da anni Creaa supporta le aziende e le organizzazioni che vogliono rafforzare il coinvolgimento interno, trattenere i talenti migliori e costruire un’identità aziendale più solida e credibile, attraverso azioni di Art-thinking e strategie di comunicazione capaci di ascoltare prima ancora che parlare.

A questo approccio si aggiunge ora una competenza più strutturata: un nuovo percorso dedicato alla valutazione d’impatto e alla progettazione di azioni CSR ad alto valore sociale e culturale.

Il percorso nasce da un investimento concreto in competenze specialistiche: Elena Tammaro, co-fondatrice di Creaa, ha recentemente completato il percorso formativo “Valutazione d’impatto: approcci e strumenti per il mondo culturale” promosso da Fondazione Fitzcarraldo, realtà di riferimento nazionale nell’ambito dell’innovazione culturale e della valutazione d’impatto.

Per Creaa, la valutazione d’impatto non è uno strumento di rendicontazione “a posteriori”, ma un approccio progettuale che permette di:

  • comprendere i bisogni reali delle persone;
  • misurare il valore generato dalle attività;
  • trasformare la Corporate Social Responsibility in una leva di engagement autentico;
  • costruire progettualità coerenti con i valori aziendali;
  • rendere visibili risultati concreti e misurabili.

L’obiettivo è attivare esperienze capaci di incidere realmente sulla qualità della relazione tra azienda e persone. Attraverso azioni culturali, sociali e territoriali ad alto impatto, Creaa accompagna le imprese nella costruzione di percorsi che agiscono contemporaneamente su più interno ed esterno.

Misurare l’impatto non significa produrre un report. Significa capire se quello che un’azienda fa per le proprie persone sta davvero funzionando e avere gli strumenti per correggerlo o migliorarlo nel tempo. Se stai lavorando su questi temi, o stai cercando un modo per farlo in modo più strutturato, possiamo parlarne.

ADACI Excellence Award: un premio aperto alla comunità del procurement

10 Maggio 2026|

Creaa collabora da tempo con ADACI, condividendo l’attenzione per l’innovazione, la qualità dei processi e la valorizzazione delle buone pratiche nella gestione della supply chain.

Per questo vogliamo segnalarvi un’opportunità concreta: l’Excellence Award.

L’Excellence Award di ADACI è uno di quei riconoscimenti che, nel mondo degli acquisti e della supply chain, hanno un peso reale. Non solo per chi lo riceve, ma per tutto il sistema di relazioni che ruota attorno all’azienda: fornitori, partner, stakeholder. Perché riconoscere il valore di una filiera significa riconoscere il valore di un intero ecosistema.

Il premio non valuta solo i risultati economici, ma soprattutto la visione, l’organizzazione e la capacità di generare valore lungo tutta la catena. È un’occasione per mettere a fuoco ciò che funziona davvero nella propria azienda e raccontarlo in modo strutturato, credibile e distintivo.

Ed è proprio qui che spesso si gioca la partita. Molte realtà hanno contenuti solidi, progetti interessanti e risultati rilevanti, ma faticano a tradurli in una candidatura efficace. Non per mancanza di valore, ma per mancanza di tempo, metodo o supporto nella costruzione del racconto.

Grazie alla nostra collaborazione con ADACI, conosciamo bene sia lo spirito del premio sia le modalità di candidatura, spesso più articolate di quanto sembrino a una prima lettura. Come Creaa, possiamo affiancarti professionalmente in tutto il percorso: dall’analisi del bando all’individuazione dei punti di forza più coerenti con i criteri di valutazione, fino alla stesura della candidatura. Lavoriamo insieme per trasformare le vostre esperienze in un progetto chiaro, solido e competitivo.

E in caso di selezione o premiazione? Un riconoscimento nazionale può diventare un’ottima occasione di promozione: ufficio stampa, canali digitali, interviste, contenuti corporate, networking con le riviste di settore e attività di valorizzazione che possono amplificarne la visibilità.

Sei un socio ADACI o hai intenzione di associarti? Hai un progetto che merita di essere raccontato? Contattaci per una consulenza sulla candidatura →

Scopri di più sul premio sul sito di ADACI.

Naming e identità visiva: qualche consiglio per evitare rimpianti

20 Marzo 2026|

Persona che esegue della progettazione grafica su PC

Hai mai scelto un nome e un logo e ti sei accorto troppo tardi che quel nome suonava già sentito o peggio, che esisteva già?

Non è una situazione rara ed è molto più costosa di quanto sembri, non solo in termini di tempo e soldi, ma anche sul piano legale.

Nome e logo non sono solo una questione di gusto: sono il vestito che la tua idea indosserà a lungo, forse a lunghissimo; sono ciò che ti rende riconoscibile (o dimenticabile!);

In certi casi, il nome o il logo che immagini tuo possono già essere stati rivendicati ufficialmente, registrandoli come marchio, prima che tu ci arrivassi.

Identità e legge: due facce della stessa medaglia

Quando parliamo di naming e identità visiva, parliamo di due cose insieme: comunicazione e diritto. E spesso chi si occupa della prima dimentica il secondo, fino a quando non è troppo tardi.

Sul piano comunicativo, un nome efficace prende posizione. Dice chi sei, dove ti collochi, cosa ti distingue. Un logo coerente fa lo stesso lavoro per via visiva. Quando funzionano insieme, costruiscono riconoscibilità; quando sono generici, deboli o troppo simili ad altri, confondono, e la confusione, nel branding, non è mai neutra.

E se volessi registrare un marchio? Partiamo da una definizione! Secondo l’UIBM, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, un marchio è un segno distintivo che consente di identificare prodotti o servizi e di distinguerli da quelli di altre imprese. Può essere denominativo (il nome), figurativo (il logo), o misto quando le due dimensioni convivono.

Registrare un marchio significa depositarlo ufficialmente presso un ufficio competente (come l’UIBM in Italia) ottenendo il diritto esclusivo di usarlo in un determinato settore e territorio. Lo si fa soprattutto quando si vuole tutelare un’identità in cui si è investito, impedire ad altri di usare nomi o loghi simili, o quando il progetto è destinato a crescere e la protezione legale diventa una risorsa strategica.

In questo caso, sul piano legale la questione assume ancora maggiore concretezza: se scegli un nome o un logo già registrato da qualcun altro nello stesso settore, rischi di ricevere una diffida, di essere costretto a cambiare il nome o il logo del tuo progetto, e in alcuni casi di versare dei risarcimenti.

Registrare un marchio, va detto, non è un obbligo. Ma evitare di sovrapporsi a qualcosa che esiste già è una buona pratica, indipendentemente da quello che si decide di fare sul piano legale.

Una ricerca online basta?

È un primo passo, ma raramente è sufficiente, e fare una ricerca frettolosa per poi dichiararsi “a posto” è forse la trappola più comune in cui si cade.

Un nome può non emergere subito e comunque esistere: magari è usato in un altro contesto, in un’altra lingua, o vive solo sui social senza essere mai stato registrato formalmente: anche in quest’ultimo caso, la sovrapposizione può creare confusione e problemi reputazionali.

Vale la pena allargare lo sguardo, provare varianti del nome con e senza spazi, cercare traduzioni e assonanze in inglese o in altre lingue rilevanti per il tuo mercato, verificare la presenza sulle principali piattaforme. Anche il logo merita una verifica con la ricerca per immagini, per capire se richiama qualcosa di già esistente.

E non dimenticare il significato: un nome perfetto in italiano può risultare ambiguo, ridicolo o decisamente negativo in un’altra lingua. Non è un problema legale, ma può diventare un problema reputazionale serio, soprattutto se il progetto guarda oltre i confini nazionali.

Se vuoi registrare il marchio, il livello cambia

Quando entra in gioco la registrazione formale, non si tratta più solo di capire se un nome “esiste”, ma se è già tutelato o troppo simile a qualcosa di registrato nello stesso settore.

Qui non bastano le corrispondenze esatte: anche le somiglianze contano. Un nome che suona simile, un logo che richiama quello di un competitor, possono essere sufficienti per un conflitto, ed è esattamente questa sfumatura che una ricerca fai-da-te difficilmente riesce a cogliere.

Un primo controllo si può fare su TMview, il database pubblico dei marchi registrati più completo oggi disponibile, con oltre 130 milioni di marchi dell’Unione Europea e oltre, aggiornato quotidianamente. È uno strumento utile per un primo screening, ma affiancarsi a un consulente in proprietà intellettuale può fare una differenza enorme, non per complicare il processo, ma per non doverlo rifare da capo.

Stesso discorso per il dominio web: verificarne la disponibilità è il minimo, ma vale anche la pena osservare cosa esiste attorno, perché domini simili, magari attivi, potrebbero portare i tuoi utenti da qualche altra parte senza che tu te ne accorga. Un nome non vive da solo: vive dentro un ecosistema.

Gli errori che si ripetono sempre

Lavorando su questi temi da oltre dieci anni, in Creaa riconosciamo dinamiche ricorrenti del tutto umane: è facile capire come ci si possa affezionare a un’idea e come poi, lasciarla andare possa sembrare un dramma.

Per non parlare della fretta, che incide notevolmente sulla qualità del processo di scelta, o della ricerca di una soluzione “sicura”, come quella di un nome generico in stile “così si capisce subito cosa facciamo”.

Il risultato? Si arriva al lancio con un nome che qualcun altro usa già, o con un logo che, come ti fa notare un amico qualche settimana dopo, somiglia troppo a quello di un brand noto.

A quel punto cambiare è complicato: significa rimettere mano a ogni punto di contatto, dal sito ai profili social, dai materiali stampati alle campagne già attive, interrompere un processo di riconoscimento appena iniziato e, spesso, ripartire. È proprio il passaggio che si può evitare, se ci si ferma giusto giusto un momento prima.

Come lavora Creaa

Creaa affianca organizzazioni e imprese nella costruzione della propria identità da oltre dieci anni. Il naming e l’identità visiva sono una parte centrale di questo lavoro, e nel tempo abbiamo imparato che non esiste una formula magica, ma esiste un metodo.

Si parte sempre dalla strategia: chi sei, a chi ti rivolgi, cosa ti distingue davvero. Solo dopo si arriva al nome e al logo, che non sono un punto di partenza ma una sintesi. Nel mezzo ci sono ricerca, verifica, confronto e tanta attenzione a ciò che esiste già.

Non offriamo consulenza legale, ma sappiamo quando è il momento di coinvolgere chi la fa, e soprattutto sappiamo fare le domande giuste prima, quelle che fanno risparmiare tempo, soldi e qualche notte insonne.

Ti aiutiamo a trovare un nome davvero efficace: quello che piace oggi, domani e oltre!

Intelligenza Artificiale e innovazione d’impresa: un percorso formativo e consulenziale con la Cooperativa Il Piccolo Principe

9 Giugno 2025|

In un contesto in cui l’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il lavoro, la comunicazione e la progettazione in tutti i settori, anche le piccole-medie organizzazioni non possono restare indietro. L’IA è ormai parte della quotidianità: suggerisce i contenuti che vediamo online, ottimizza i motori di ricerca, traduce testi e ci supporta nella scrittura. È invisibile, ma già attiva intorno a noi. Per questo oggi più che mai è fondamentale acquisire una comprensione critica e operativa di questi strumenti.

La Cooperativa Il Piccolo Principe, con sede a Casarsa della Delizia, sceglie con lungimiranza di aprirsi al futuro, avviando con Creaa un percorso di formazione e consulenza dedicato all’Intelligenza Artificiale. È una scelta che parla di cura verso il proprio personale, verso gli utenti e i clienti, e che conferma la volontà di crescere, innovare e restare fedeli alla propria missione. Investire nell’IA significa oggi scommettere su un’organizzazione più consapevole, efficiente e pronta ad affrontare le sfide con strumenti nuovi ma sempre in sintonia con i propri valori.

La classe dei partecipanti al corso "Potenzialità dell'IA all'interno delle organizzazioni" svolto da Creaa per la cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia (PN) con la docente Federica Ferrarin

Un corso per introdurre l’IA in modo concreto

Creaa propone il corso dal titolo “Potenzialità dell’IA all’interno delle organizzazioni”. Il programma introduce i diversi tipi di IA e aiuta a distinguere tra IA tradizionale e generativa, illustrandone le applicazioni già diffuse nella vita quotidiana e nei software professionali (ad esempio, Copilot per Microsoft 365), per poi passare alla pratica: esercizi su sintesi, riformulazione, traduzione e scrittura con IA, e laboratori sul prompting efficace, cioè l’arte di interagire con l’IA in modo chiaro e mirato. Non manca lo spazio per riflessioni su come proteggere dati e privacy nel contesto lavorativo. Il corso offre spunti e competenze che possono essere trasferiti facilmente anche nella sfera personale, permettendo di esplorare le potenzialità dell’IA nella vita quotidiana e di sviluppare uno sguardo più critico e consapevole sugli strumenti digitali che ci accompagnano ogni giorno.

Una consulenza su misura per integrare davvero l’innovazione

Completa il percorso una consulenza personalizzata suddivisa in più appuntamenti dedicati allo staff di diversi settori della cooperativa, con un supporto mirato per valutare e integrare soluzioni di IA generativa che siano pertinenti e realistiche rispetto al proprio contesto operativo.

Un modello replicabile per tutte le piccole e medie organizzazioni

Il percorso costruito insieme alla Cooperativa Il Piccolo Principe rappresenta un modello replicabile da chiunque voglia avvicinarsi all’IA in modo consapevole e operativo. L’Intelligenza Artificiale non è solo per esperti o grandi aziende: è uno strumento già disponibile, che può migliorare l’efficienza, liberare tempo e semplificare processi anche nelle realtà più piccole. La sfida è comprenderla, imparare a dialogarci e integrarla responsabilmente nel lavoro quotidiano.

Creaa affianca le organizzazioni nella progettazione di percorsi su misura, combinando formazione e consulenza. Ogni intervento prende avvio con una fase di ascolto e analisi, attraverso un questionario pensato per mappare le competenze digitali dei partecipanti, intercettare la propensione all’innovazione e individuare le attività quotidiane più adatte a essere potenziate con l’IA. Le risposte raccolte permettono di costruire un’esperienza formativa davvero utile, su misura, e coerente con le esigenze reali dell’organizzazione.

Si può intervenire su numerosi fronti, a partire dalla comunicazione: dalla scrittura per social, newsletter e siti web, fino alla creazione di piani editoriali personalizzati, capaci di parlare a target diversi con toni di voce coerenti. C’è poi chi sceglie di approfondire l’uso dell’IA per analizzare o scrivere progetti e bandi, oppure di migliorare il proprio modo di interagire con gli strumenti digitali, attraverso tecniche di prompting più efficaci. Altri ambiti includono la scrittura creativa per progetti culturali, la produzione di materiali promozionali visivi e testuali, o la progettazione di strumenti divulgativi e formativi da rivolgere all’utenza. Creaa accompagna anche nella configurazione di agenti personalizzati, per rendere queste soluzioni sempre più aderenti ai bisogni dell’organizzazione.

Per saperne di più sulla Cooperativa Il Piccolo Principe: www.ilpiccoloprincipe.pn.it
Per attivare un percorso simile nella tua realtà, contattaci!

Scarica la guida LinkedIn!

31 Maggio 2024|

Capita spesso che, tra impegni e responsabilità, la cura del proprio profilo LinkedIn passi in secondo piano. Non lasciare che la tua presenza digitale rimanga indietro: prendi oggi stesso il controllo! La nostra guida è progettata per leader e professionisti affermati come te, che necessitano di mantenere un’immagine digitale all’altezza del proprio ruolo. Assicurati che il tuo profilo ti rappresenti a pieno!

📖 Scarica la guida pratica per LinkedIn
📖 Scarica la strategia di personal branding su LinkedIn

4 idee regalo aziendali di natale (e non solo)

21 Novembre 2023|

“Meh…” “Boh…” “Ahn…” Anche tu sei stufo dei regali che suscitano solo passività?

Chiudiamo il nostro breve ciclo di proposte CREAAtive per Natale con una selezione di idee regalo aziendali, che ti farà guadagnare più di una pacca sulla spalla.

In questo articolo

Corsi di formazione o workshop personalizzati

Investi nello sviluppo professionale dei tuoi dipendenti, offrendo loro la possibilità di partecipare a corsi e workshop su temi che li appassionano e che possono essere utili per la propria crescita professionale e personale.

Qualche esempio, di cui possiamo occuparci noi 😉

  • The new sensation | Sessioni divulgative – razionali e senza allarmismi – sull’AI (Artificial Intelligence)

  • Team Building | Che ne dici di provare qualcosa di originale?

  • Creatività e innovazione | Funziona? Funziona.

  • Interna o esterna? | Formazione sulla comunicazione

Prodotti sostenibili

Concretizza l’impegno aziendale verso l’ambiente, regalando prodotti eco-sostenibili come:

  • Un kit personalizzabile per far crescere una piantina di basilico, pino o non ti scordar di me.

    Budget: €

  • Matite con semini da piantare per far crescere fiori, piante aromatiche e piante ortive, tra cui menta, coriandolo e timo.

    Budget: €

  • Thermos in bambù.

    Budget: €

  • Segnalibro piantabile personalizzato realizzato con carta biodegradabile e un mix di semi “Fiori di campo”.

    Budget: €

  • Un terrario personalizzabile: un piccolo ecosistema all’interno di un contenitore di vetro trasparente, facile da curare – anche un bellissimo elemento d’arredo.

    Budget: €€€

Regali solidali

Sostieni organizzazioni e associazioni a scopo benefico del tuo territorio acquistando prodotti o servizi solidali.

Qualche tipologia di progetto che conquistato il nostro cuore? Le esperienze che coinvolgono gli animali (fattorie didattiche, passeggiate con gli asini) e le creazioni artigianali a opera di soggetti sensibili, a sostegno di attività educative o di progetti di autosostentamento, come ceramiche, manufatti sartoriali o prodotti per la casa o per la persona.

  • Budget: €€

Prodotti per il benessere

Dopo un anno impegnativo, regala relax e tranquillità con prodotti come:

  • Candele profumate personalizzabili.

    Budget: €

  • Kit di detergenti solidi, ideali da portare in viaggio (shampoo, bagnoschiuma, scrub per il viso, sapone per le mani e portasapone).

    Budget: €€€

  • Un profumatore per la casa personalizzabile.

    Budget: €

  • Saponette artigianali.

    Budget: €

Vuoi uscire dall’anonimato?

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5 eventi aziendali diversi a tema natalizio

7 Novembre 2023|

Cena aziendale? Quest’anno facciamo qualcosa di diverso.

Il Natale è dietro l’angolo e noi di Creaa vi suggeriamo alcune idee per celebrarlo in azienda con creatività.

In questo articolo

Maschera o scultura? Laboratorio Creaative Bump

  • Difficoltà: Media

  • Budget: €€

  • Target: team aziendale di circa 10 dipendenti o superiore

  • Obiettivo: stimolare il pensiero laterale e generare nuove idee

Descrizione

Organizza per il tuo team un laboratorio innovative basato sull’art thinking e migliora la tua comunicazione interna.

Con Michele Tajariol costruiamo delle maschere non convenzionali da indossare nella nuova foto aziendale.

Con Elena Mazzi riscopriamo l’idea di comunicazione interna, fra esercizi di gruppo e un laboratorio di scultura.

Concorso a premi

  • Difficoltà: facile

  • Budget: €

  • Target: aziende piccole o medie

  • Obiettivo: creare una competizione proattiva fra i dipendenti

Descrizione

Lo spirito natalizio può trasformare anche l’ufficio.
Proponi una competizione per la persona vestita in modo più natalizio o con la scrivania arredata meglio per l’occasione: attiva l’energia creativa del tuo team e premia i risultati più originali.

Organizzare una serata di concerti natalizi

  • Difficoltà: media

  • Budget: €€€

  • Target: aziende medie o grandi

  • Obiettivo: creare momenti di condivisione per il team aziendale

Descrizione

Conosci un modo migliore di un concerto natalizio per creare un’atmosfera festosa? Coinvolgi il tuo team in una serata all’insegna della musica e dell’allegria.

Idee per una gita aziendale prefestiva

  • Difficoltà: media

  • Budget: €€

  • Target: aziende medie o grandi

  • Obiettivo: rafforzare i legami tra i membri del team

Descrizione

👉 uscita sulla neve: abbiamo la fortuna di avere le montagne a un passo da noi, approfittane! Si può fare una bella camminata nel bosco con le ciaspole o un’escursione con gli scii di fondo e, per i più avventurosi, anche le discese sulle piste.

👉 uscita ai mercatini: non c’è Natale senza mercatini. Sfrutta quest’opportunità invernale per creare dei bei ricordi di gruppo.

👉 escape room: chi troverà più indizi? Nell’escape room bisogna tenere gli occhi aperti e fare gioco di squadra per riuscire a uscire prima del tempo massimo.

Autoprodurre gadget da portare a casa

  • Difficoltà: facile

  • Budget: €

  • Target: piccole aziende

  • Obiettivo: condividere un momento di relax e creatività

Descrizione

Due cose immancabili per sentire la magia del Natale? Lavoretti fatti a mano e un bel tè caldo.

Proponi al tuo team alcuni materiali per creare degli oggetti natalizi in compagnia (candele, decorazioni per l’albero, tazze), e ricorda di accompagnarli con biscotti e un buon tè caldo. Le più entusiaste saranno le persone che non ti aspetti!

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