
Dalla porta a vetri, riflessa nello specchio, entra una figura. Un bagliore di luce solare invade l’inquadratura e abbaglia lo sguardo della donna, interrompendo per un istante il suo dolore. Gli occhi si chiudono: la soglia tra realtà e desiderio si assottiglia fino a sparire.
Una radice lunga: la fotografia narrativa
La ricerca visiva allegata al progetto Photonovel ricorda come la fotografia narrativa affonda le sue radici ben prima della nascita del fotoromanzo novecentesco. I pittori preraffaelliti — con le loro scene tratte da Shakespeare, Keats, Tennyson — avevano già indicato la strada: fotografi come Henry Peach Robinson (She Never Told Her Love, 1857; Fading Away, 1858; Lady of Shalott, 1860) dimostravano che la fotografia, al pari della pittura, poteva narrare storie con la stessa profondità psicologica. Il racconto per immagini non è un’invenzione moderna: le due scene del Maestro d’Isacco ad Assisi (1291-1295) funzionano già come vignette di un fotoromanzo medievale, con l’osservatore chiamato a completare il racconto interpretando la successione degli eventi.
Show-me si inscrive consapevolmente in questa genealogia lunga (dalla narrazione per immagini medievale, attraverso la fotografia pittorialista ottocentesca, fino al fotoromanzo popolare del dopoguerra e alla videoarte contemporanea) per rivendicare per il medium una dignità culturale che la critica ufficiale gli ha storicamente negato.

Debora Vrizzi. Lavora come direttore della fotografia nel cinema ed espone a livello nazionale e internazionale in musei, gallerie e festival. Le sue due passioni, cinema e arte contemporanea si compenetrano e si alimentano vicendevolmente, permettendole di elaborare il linguaggio del cinema attraverso una ricerca artistica più sperimentale. Alcuni progetti di cui ha diretto la fotografia hanno partecipato al Festival di Cannes, al Toronto International Film Festival, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, alla Berlinale. www.deboravrizzi.com

Debora Vrizzi. Lavora come direttore della fotografia nel cinema ed espone a livello nazionale e internazionale in musei, gallerie e festival. Le sue due passioni, cinema e arte contemporanea si compenetrano e si alimentano vicendevolmente, permettendole di elaborare il linguaggio del cinema attraverso una ricerca artistica più sperimentale. Alcuni progetti di cui ha diretto la fotografia hanno partecipato al Festival di Cannes, al Toronto International Film Festival, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, alla Berlinale. www.deboravrizzi.com


