

Show-me: uno sguardo oltre lo specchio
Costruire una comunità di riferimento oggi è una delle sfide più complesse per chi comunica. Non perché manchino i canali, ma perché manca il tempo. Le persone scorrono, selezionano, interrompono. L’attenzione è diventata una risorsa rara.
Per chi comunica un’impresa questo significa misurarsi con una domanda molto concreta: come farsi leggere davvero, senza semplificare tutto? Come entrare in relazione con un pubblico abituato a consumare contenuti in fretta, senza rinunciare alla qualità del messaggio?
Show-me nasce dentro questa domanda.
Fondata a Udine da 13 anni, Creaa opera nella comunicazione in contesti ad alta complessità. Dal fintech alla progettazione europea, dalla logistica al marketing territoriale, assieme ai nostri clienti definiamo strategie di comunicazione che mettono al centro il contenuto da raccontare.
Il progetto, nato dalla collaborazione con l’artista Debora Vrizzi, ci ha permesso di sperimentare come la tensione emotiva della narrazione possa creare uno spazio di attenzione più profondo. Un’attenzione che non si esaurisce alla prima lettura, ma invita a tornare, osservare meglio, cogliere il “contenuto riflesso nello specchio”.
Per farlo siamo partiti da un linguaggio popolare e immediato: il fotoromanzo. Un formato che appartiene all’immaginario collettivo e che, attraverso un ritmo drammaturgico molto stereotipato, cattura il lettore.
Uno dei temi cardine delle storie amorose “da fotoromanzo” è il desiderio, pulsione chiave anche quando parliamo di comunicazione e marketing.
Ma in Show-me la forza d’attrazione scatenata dalla sensualità delle immagini diventa strumento di straniamento.
La ricerca di Debora Vrizzi lavora proprio su questo confine. Le sue immagini richiamano gli stereotipi visivi della pubblicità e del racconto sentimentale, ma li incrinano dall’interno. Quello che a un primo sguardo sembra immediato e lineare, rivela poco a poco qualcosa di più stratificato: un gioco di riflessi, di ruoli, di costruzioni. E così la storia non si limita a farsi guardare: chiede di essere riletta.
Per Creaa partecipare a questo progetto ha significato accogliere uno sguardo esterno, artistico e critico che ci ha restituito una rappresentazione inaspettata di chi opera nell’ambito della comunicazione. Seduttori e sedotti, in un gioco di sguardi e specchi.

Partecipare a questo progetto ha significato accettare una sfida importante ma è proprio quella che chiediamo ogni giorno ai nostri clienti: lasciare che uno sguardo esterno, artistico e critico, entrasse nel nostro immaginario e lo reinterpretasse.

Partecipare a questo progetto ha significato accettare una sfida importante ma è proprio quella che chiediamo ogni giorno ai nostri clienti: lasciare che uno sguardo esterno, artistico e critico, entrasse nel nostro immaginario e lo reinterpretasse.



